Giugno 17, 2019

Solo la musica lo esprime: San Bernardino e i suoi antifonari

“La sala Morone, all’interno del convento di San Bernardino (Verona)” by Libens libenter is licensed under CC BY-SA 4.0Creative Commons License

Il celebre scrittore e poeta Victor Hugo una volta disse che “ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”. Il Convento San Bernardino di Verona rappresenta pienamente questa idea. Infatti, la biblioteca conventuale conserva innumerevoli antifonari – manoscritti liturgici utilizzati nelle ore canoniche, che contengono al proprio interno le parti cantate della liturgia, trascritte secondo la notazione neumatica – redatti dagli stessi confratelli dell’Ordine dei Frati Minori. Un Convento che possiede antiche origini e che affonda le proprie radici nel XV secolo.

Archivi di Valore ha avuto l’opportunità di salvaguardare un patrimonio dall’indiscusso valore musicale, oltre che storico, potendo digitalizzare – attraverso scanner planetari professionali, dotati di piani basculanti e a luce fredda – diverse tipologie manoscritte, principalmente antifonari e codici musicali. Il santo a cui il convento è dedicato fu canonizzato nel 1450 e su esplicita richiesta dei cittadini veronesi la costruzione della struttura iniziò pochi anni dopo. Tra l’altro fu proprio San Giovanni da Capestrano – compagno di San Bernardino da Siena e di San Giacomo della Marca, santo con cui ebbe alcuni scambi epistolari – a scegliere il luogo su cui sarebbe sorto il complesso conventuale. Gli esperiti di Archivi di Valore – i quali hanno interamente svolto il lavoro in loco – hanno quindi potuto valorizzare un’eredità culturale senza tempo, custodita in un luogo che ha dovuto affrontare molteplici vicissitudini. Infatti, il Convento servì anche come ospedale, cimitero cittadino, magazzino e collegio sotto le differenti dominazioni che si sono susseguite nel tempo: dominazione francese, austriaca e del Regno d’Italia. Un ambiente ricco di storia che non solo ha vissuto numerose epoche, ma che da queste ha potuto raccogliere un’eredità innanzitutto culturale.

Archivi di Valore – il cui scopo principale è quello di valorizzare ciascun patrimonio culturale – si è prodigata nella salvaguardia di questi testi in modo che possano essere preservati nel tempo e raggiungere le audience più remote.

Salvaguardare. Custodire. Diffondere. Valorizzare.

Questa è la mission di Archivi di Valore. I pilastri su cui i nostri esperti si formano e in cui credono. Divisione aziendale di Record Data S.r.l., Archivi di Valore si impegna nella salvaguardia di opere che possono così essere preservate nel tempo e conosciute anche dalle audience più remote.

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