Digitalizzazione dei disegni contenuti nel fondo archivistico dell’architetto Michelangelo Boni conservato presso palazzo Mochi-Zamperoli Cagli.

Committenza

Soprintendenza archivistica delle Marche

Luogo

Cagli (PU)

Anno

2020

DESCRIZIONE

 

Archivi di Valore, divisione aziendale di Record Data s.r.l., ha avuto il piacere di lavorare per la Soprintendenza archivistica delle Marche all’intervento di digitalizzazione del fondo di disegni dell’architetto Michelangelo Boni (1804-1858) conservato presso palazzo Mochi-Zamperoli a Cagli (PU).

Il lavoro si è sviluppato in due macro attività: la digitalizzazione e la schedatura archivistica.

La digitalizzazione è stata svolta dai professionisti di Archivi di Valore che hanno scansionato circa 200 documenti a 600 dpi e 400 dpi, in base alle dimensioni dei documenti. Lo scanner professionale utilizzato è contraddistinto da un sistema integrato di illuminazione EDS a LED con controllo software e funzioni di 3D. Con una profondità colore acquisizione: 14bit per canale (3x14bit), il macchinario integra sensori per la determinazione in tempo reale dell’esposizione, temperatura colore e messa a fuoco. I documenti sono stati ripresi in modo “naturale” senza interferire con la qualità dei colori o sulla profondità di campo in maniera da evitare l’acquisizione di zone estese al di fuori della pagina, pur garantendo di contenere per intero il documento stesso. Sono stati creati file:

  • TIFF non compresso a 600 dpi e 400 dpi, in base alle dimensioni dei documenti, con profondità di colore a 24 bit RGB. Tali immagini sono destinate alla conservazione fuori linea e come copia di sicurezza (master);
  • JPG compresso (con compressione al 93%) a 150 dpi e a 300 dpi e con profondità di colore a 24 bit RGB con profilo ICC incorporato. Tali immagini sono per la consultazione intranet.

La schedatura archivistica è stata svolta dalla Bonifazi Archivi ed è consistita inizialmente nell’analisi della documentazione (seconda metà XVII sec. – 1855) appartenente al fondo dell’architetto e conservato dentro una scatola lignea e cartonata. L’archivio è stato suddiviso e articolato fisicamente e virtualmente in quattro serie create “ex novo”, denominate: Diplomi, attestazioni e requisiti, Corrispondenza ed atti legali, Manoscritti e memorie e Disegni, stampe e carte geografiche. Alle suddette nuove serie archivistiche sono state agganciate, secondo il metodo storico, le singole schede unità archivistiche e unità documentarie create mediante l’applicativo Archimista. In ultimo sono state compilate la scheda dedicata al soggetto produttore (l’architetto Michelangelo Boni di Cagli) e la scheda dedicata al soggetto conservatore (il Polo culturale d’eccellenza di palazzo Mochi-Berardi-Zamperoli di Cagli).

L’intero lavoro ha portato alla creazione di un inventario analitico dedicato all’archivio storico dell’architetto Michelangelo Boni di Cagli; questa attività porta alla luce l’impegno prezioso di un architetto sconosciuto ai più, il processo che sta dietro a una professione complessa e articolata e, ancora una volta, ci mostra i tesori che si nascondono negli archivi.

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